giovedì, 14 maggio 2009

Puglia In-Difesa III. Castel del Monte, Barletta e non solo

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PROGRAMMA


23 maggio 2009, sabato
Barletta, Palazzo Della Marra, ore 11.00

Conferenza Stampa di presentazione
Puglia In-Difesa III. Castel del Monte, Barletta e non solo



Interventi
NICOLA MAFFEI, Sindaco di Barletta

RAFFAELE LICINIO, Direttore Centro di Studi Normanno-Svevi
PIETRO DORONZO, Presidente Archeoclub d’Italia – Sede di Barletta
ESTHER LAROSA, Consigliere Nazionale Centro Turistico Giovanile – “Gruppo Leontine” Barletta
VITANTONIO VINELLA, Presidente Comitato Italiano pro Canne della Battaglia

NICO CIRASOLA, regista “Focaccia Blues”
ALESSANDRO CONTESSA, produttore “Focaccia Blues”
DANTE MARMONE, attore “Focaccia Blues”
TIZIANA SCHIAVARELLI, attrice “Focaccia Blues”



23 maggio 2009, sabato
Barletta, Cinema Opera, ore 16.30

Proiezione del film “Focaccia Blues”
di Nico Cirasola, con Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Renzo Arbore, Michele Placido, Lino Banfi, Nichi Vendola, Luca Cirasola.


Saranno presenti il regista Nico Cirasola, il produttore Alessandro Contessa e gli attori Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli.
Gratuito sino a esaurimento posti


 
 
Giornata Centro Turistico Giovanile “Gruppo Leontine” Barletta


24 maggio 2009, domenica
Barletta, Corso Garibaldi, ore 10.00-13.00


La casa che hai nel cuore

Il CTG Gruppo Leontine Domenica 24 maggio dalle ore 10 alle 13 circa svolgerà su Corso Garibaldi la XIX edizione della Festa Giò-Madonnari dal titolo"La casa che hai nel cuore".
L'iniziativa è rivolta ai bambini delle scuole materne, elementari e medie di Barletta che per un giorno all'anno hanno la possibilità di sviluppare la propria espressività attraverso il disegno realizzato sull’asfalto con i gessetti colorati, riferendosi ad un tema scelto a livello nazionale dal CTG.
In questa occasione, in accordo con il Centro di Studi Normanno-Svevi, ai bambini saranno distribuiti dei gadget sul tema “Puglia In-Difesa”.



24 maggio 2009, domenica
Castello normanno-spagnolo - Biblioteca Comunale “S. Loffredo” Barletta, ore 17.00-19.00


Visite guidate gratuite al Castello con particolare riferimento all'ala svevo-angioina dello stesso in cui è ospitata la Biblioteca Comunale. Allestimento, in accordo con la biblioteca stessa, di una piccola mostra con volumi particolarmente pregiati inerenti l'argomento dell'iniziativa "Castel del Monte, Barletta e non solo" da mostrare ai visitatori.


 
 
Giornata Archeoclub d’Italia – Sede di Barletta


25 maggio 2009, lunedì
Barletta, Sala del Consiglio Comunale nel Teatro “G. Curci”, ore 18.30



La musealizzazione dei beni culturali a Barletta

Presiede RINO DALOISO, La Gazzetta del Mezzogiorno

Saluti EMANUELE DORONZO, Assessore al Turismo Comune di Barletta

Interventi
PASQUALE FAVIA - ROBERTA GIULIANI, Università di Foggia: La musealizzazione degli scavi della
Cattedrale: un'occasione perduta?

ITALO M. MUNTONI, Università “La Sapienza” Roma: Le collezioni archeologiche: da segno di una memoria a simbolo di un’identità.

LUIGI N. DIBENEDETTO, Archeoclub d’Italia – Sede di Barletta: Collezioni d’arte, una ricchezza nascosta.

Tavola rotonda conclusiva con la partecipazione di

EMANUELA ANGIULI, Responsabile “Polo Museale Città di Barletta”
GIAN LUIGI SYLOS LABINI, Progettista Allestimento Museo della Cattedrale di Santa Maria Maggiore



 
 
Giornata Centro di Studi Normanno-Svevi


26 maggio 2009, martedì
Castel del Monte, ore 10.00-13.00

Visita guidata – lezione a Castel del Monte

a cura di Giuseppe Losapio
collaboratore Centro di Studi Normanno-Svevi


Riservata ai soci ADIRT, Archeoclub d’Italia – Sezione di Barletta, Centro Turistico Giovanile “Gruppo Leontine” Barletta, Comitato Italiano pro Canne della Battaglia, ARCI “Carlo Cafiero” Barletta, per un massimo di 10 persone ad associazione su prenotazione in lista entro il 22 maggio 2009.
Le prenotazioni raccolte preventivamente in lista dalle rispettive associazioni dovranno essere consegnate alla Segreteria del Centro di Studi Normanno-Svevi entro le ore 13.00 del 22 maggio 2009 al seguente indirizzo e-mail: pugliaindifesa@gmail.com.

La partenza per Castel del Monte è prevista in autobus da Piazza 13 febbraio 1503 (zona Esso) a Barletta alle ore 10.00 del 26 maggio 2009. Il ritorno è previsto entro le ore 14.00 dello stesso giorno.

Il pagamento del biglietto di accesso al castello è a carico dei visitatori.



26 maggio 2009, martedì
Barletta, Sala del Consiglio Comunale nel Teatro “G. Curci”, ore 17.30


Castel del Monte: mito e storia tra turismo e cultura. Tavola rotonda


Saluti  NICOLA MAFFEI, Sindaco di Barletta

Interventi
MASSIMILIANO AMBRUOSO, Resp. Lab. Castel del Monte Cattedra Storia Medievale Università di Bari

RICCARDO CARBUTTI, Direttore Festival Castel dei Mondi
FRANCO CARDINI, Università di Firenze – Istituto Storico Italiano per il Medioevo
RAFFAELE LICINIO, Università di Bari – Direttore Centro di Studi Normanno-Svevi
GIUSEPPE LOSAPIO, Docente – Centro di Studi Normanno-Svevi
FRANCO MAGISTRALE, Università di Bari
MICHELA TOCCI, Direttrice Castel del Monte

Modera  ENZO QUARTO, Giornalista RAI



26 maggio 2009, martedì
Barletta, Chiesa del Real Monte di Pietà,
porta ore 20.00

inizio ore 21.00


Concerto Ensemble Calixtinus
“Finibus Terrae. Le Cantigas de Santa Maria verso Gerusalemme”


Storie di pellegrini, miracoli e amori perduti verso il mare e lungo la Via di Gerusalemme tratte dai codici del XIII secolo voluti da Alfonso X di Castiglia detto il Saggio.
Gratuito sino a esaurimento posti
 
 
Giornata Centro di Studi Normanno-Svevi


28 maggio 2009, giovedì
Barletta, Sala del Consiglio Comunale nel Teatro “G. Curci”, ore 18.30


Presentazione alla città del
“Fondo Libri del Centro di Studi Normanno-Svevi”
nella Biblioteca Comunale “S. Loffredo” di Barletta



Interventi  
NICOLA MAFFEI, Sindaco di Barletta

RAFFAELE LICINIO, Università di Bari – Direttore Centro di Studi Normanno-Svevi
VICTOR RIVERA MAGOS, Università di Siena – Centro di Studi Normanno-Svevi


A seguire presentazione del “Premio Puglia In-Difesa”

finanziato da Adirt Bari, Centro di Studi Normanno-Svevi, Comune di Barletta

Rivolto a giovani laureati, studiosi, studenti che abbiano prodotto una tesi di laurea o un lavoro di ricerca su argomenti relativi al patrimonio storico, artistico, demoantropologico relativo alla Puglia.

Intervento di Lucia Aprile, presidente Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Bari.
 
 
Giornata Comitato Italiano pro Canne della Battaglia


29 maggio 2009, venerdì
Barletta, Sala del Consiglio Comunale nel Teatro “G. Curci”, ore 17.30


Canne della Battaglia, il sistema delle masserie, la storica fontana di San Ruggiero: che fare?


Presiede VITANTONIO VINELLA, Presidente Comitato Italiano pro Canne della Battaglia

Saluti  FRANCO CAPUTO, Vice-Sindaco di Barletta

Interventi
GIUSEPPE SAVASTA, ricercatore e studioso: Tracce archeologiche e presenze storiche nel territorio di

Canne della Battaglia.

GIUSEPPE DORONZO, ricercatore e studioso: San Ruggiero da Vescovo di Canne a Protettore di Barletta: una biografia.

MARIA ANTONELLA DORONZO, esperta in turismo e geografia antropica: Insediamenti rurali nell'assetto economico del Territorio: la masseria di Canne ed il Parco regionale fluviale dell'Ofanto.

FRANCESCO CHIARAZZO, ingegnere libero professionista e docente: Esperienze e proposte progettuali nella tutela e riqualificazione dei siti ambientali: l'esempio della storica Fontana di San Ruggiero a Canne della Battaglia.

ROSA CROCETTA, docente, Capo Delegazione del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) Andria-Trani-Canosa-Barletta: Le iniziative del FAI nel Territorio: idee, prospettive e realizzazioni.

GIUSEPPE LAGRASTA, dirigente scolastico Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta: La Scuola adotta un monumento: la Fontana di San Ruggiero a Canne della Battaglia.



 Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari
Palazzo Ateneo, Piazza Umberto I, Bari
tel. Direzione 080 5714317
sito internet: www.storiamedievale.net/centrostudi

Segreteria Organizzativa: cell. 3280169937; 3293135158
e-mail: pugliaindifesa@gmail.com

Ufficio relazioni col pubblico: cell. 3207530765; 3899857222

Ufficio Stampa: cell. 3497514788; 3280548293


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tel. 0883 578609 – fax 0883 578608

Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Bari
sito internet: www.adirt.it
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Archeoclub d’Italia – Sede di Barletta
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Centro Turistico Giovanile “Gruppo Leontine” Barletta
sito internet: www.ctg.it
e-mail leontine.barletta@ctg.it
cell. 3332453170

Comitato Italiano pro Canne della Battaglia
sito internet: www.comitatoprocanne.com
e-mail comitatoprocanne@oggiweb.com
cell. 3400607620

Cinema Opera Barletta
sito internet: www.cinemaopera.it
e-mail info@cinemaopera.it
tel. 0883 510231

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lunedì, 11 maggio 2009

Pina Belli D'Elia per i Mercoledi con la storia

Mercoledì 13 maggio alle 17.30 presso l’Aula 18 al II piano del Dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo II piano ingresso Via Nicolai), ci sarà il ventunesimo incontro dei “Mercoledì con la Storia”, a cura del Centro di Studi Normanno-Svevi diretto da Raffaele Licinio, con la prof. Pina Belli D’Elia in “Il ruolo e i limiti delle fonti oggettuali. A proposito del recente restauro del succorpo della cattedrale di Bari”.
   
L’ultimo intervento di restauro e sistemazione museale del succorpo della cattedrale di Bari ha impegnato per oltre due anni una équipe di tecnici, archeologi, architetti, restauratori che, in un raro clima di cooperazione e concordia, hanno operato all’interno di quello che è stato chiamato il «Cantiere della conoscenza». Si è inteso con questa espressione sottolineare come fine ultimo della complessa operazione, al di là dell’immediata esigenza di restituire salute e leggibilità ad ambienti già riportati alla luce una trentina d’anni fa, ma ridotti in condizioni di grave degrado da un periodo altrettanto lungo di abbandono, fosse la migliore lettura e interpretazione di segni ‘visivi e oggettuali’ stratificati in oltre mille anni di storia tra le ‘radici’ della cattedrale.
Storia di un monumento, certo, ma anche storia di una città, Bari, della comunità dei suoi cittadini con i propri rappresentanti, gli arcivescovi, capi religiosi ma anche politici, non di rado in rotta di collisione con poteri lontani.
La lettura e interpretazione di questi segni è stata demandata ad alcuni studiosi, specialisti del mondo antico o di quello medievale o dell’età moderna, ufficialmente appartenenti al novero degli archeologi, o degli epigrafisti o, nel caso specifico, degli storici dell’arte. Ma tutti, e prima di tutto, storici, per i quali le pietre, gli oggetti, le forme tangibili sono fonti, da integrare certo con la scrittura, delle quali riconoscere ovviamente i limiti ma rivendicandone al tempo stesso la specificità e una pregnanza che le rende insostituibili.
Di questo ed altro si cercherà di parlare mercoledì 13 col sussidio di immagini, sostituti provvisori delle realtà oggettuali.


Pina Belli D’Elia, da cinquant’anni si è impegnata a vario titolo - come ricercatore indipendente prima, quindi per vent’anni come responsabile della Pinacoteca Provinciale, infine per altri venti come professore ordinario di storia dell’Arte medievale nell’Università di Bari- nello studio della realtà pugliese  in età medievale, in rapporto con il contesto storico euro-mediterraneo.
In tutti i suoi studi ha sempre utilizzato monumenti e opere d’arte come forme particolari di comunicazione e strumenti privilegiati di approccio alla storia.

Appuntamento, dunque, da non perdere così come il successivo dibattito. Pina Belli D’Elia sarà disponibile a rispondere a domande o a semplici curiosità. Non mancate.
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domenica, 03 maggio 2009

Saverio Russo per i Mercoledi con la storia

Mercoledì 6 maggio alle 17.30 presso l’Aula 18 al II piano del Dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo II piano ingresso Via Nicolai), ci sarà il ventesimo incontro dei “Mercoledì con la Storia”, a cura del Centro di Studi Normanno-Svevi diretto da Raffaele Licinio, con il prof. Saverio Russo in “Le saline pugliesi tra XV e XIX secolo”.
   
Il sale è stato come il petrolio del passato: universalmente usato, ma inegualmente distribuito. Proprio come il petrolio nel Novecento è stato, perciò, al centro di complesse strategie commerciali e di aspre tensioni politiche.
Indispensabile per la conservazione degli alimenti, oltre che per l'alimentazione umana ed animale, era prodotto abbondantemente in Puglia: agli inizi dell'età moderna, sono attestate saline a Manfredonia, nei pressi di Barletta (quella che, ampliate, costituiscono ora la salina di Margherita),  a Brindisi, nei pressi di Taranto e ad Avetrana.
Agli inizi dell'Ottocento, chiusa da poco la salina di Avetrana, resta in produzione solo quella di Barletta, già a fine Medioevo la più importante di tutte, ampliata e sistemata nel secondo Settecento (ai lavori di sistemazione collabora anche Vanvitelli).
L'ampia produzione di quest'ultima salina fornisce i fondaci del regno di Napoli ed è esportata verso i porti dell'Adriatico settentrionale (in primo luogo Venezia e, nel secondo Settecento, Trieste). A ridosso della salina cresce un centro abitato, in tutto dipendente dal Direttore dell'impianto salifero.

Saverio Russo, docente di Storia moderna e Storia della storiografia dell'età moderna presso l'Università degli Studi di Foggia, è componente del Consiglio di amministrazione dello stesso Ateneo, delegato rettorale al Sistema museale d’Ateneo e componente aggregato del Comitato scientifico del Centro di Studi Normanno-Svevi dell’Università di Bari. Si è formato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha conseguito i corsi di perfezionamento e il titolo di ricercatore dal 1980 al 1983. Dal 1983 al 1998 è stato ricercatore presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Ha insegnato Storia agraria moderna presso la Facoltà di Lettere e Storia moderna presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Bari. È componente del Comitato di direzione di “Società e storia” e del Direttivo dell’IMES. È stato promotore del Museo del Territorio della provincia di Foggia ed è ispettore archivistico onorario per la Puglia. Si occupa di storia economica e sociale del Mezzogiorno tra Sette e Ottocento.

Numerose le sue pubblicazioni: Storie di famiglie. Mobilità della ricchezza in Capitanata tra Sette e Ottocento, Bari 1995; Le saline di Barletta tra Sette e Ottocento, Foggia 2001; Paesaggio agrario e assetti colturali in Puglia tra Otto e Novecento, Bari 2001; Tra Abruzzo e Puglia. La transumanza dopo la Dogana, Milano 2002; Paesaggio agrario e assetti colturali in Molise tra Otto e Novecento, Bari 2004; Ragion pastorale, ragion di Stato. Spazi dell'allevamento e spazi dei poteri nell'Italia di età moderna, Roma 2007, con Biagio Salvemini; Alla volta del Tavoliere. Mobilità di uomini e fortune nella "Puglia piana" di età moderna", Foggia 2007.
Ha curato, inoltre, i seguenti volumi: Storia di Foggia in Età moderna, Bari 1992 La Capitanata nel 1799, Foggia 2000; La Capitanata in età moderna. Ricerche, Foggia 2004; Per un atlante dell'agricoltura italiana. Il seminativo nel primo Ottocento, Bari 2006; All'ombra di Murat. Studi e ricerche sul Decennio francese, Bari 2007.

Appuntamento, dunque, da non perdere così come il successivo dibattito. Saverio Russo sarà disponibile a rispondere a domande o a semplici curiosità. Non mancate.

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lunedì, 27 aprile 2009

Dal Castello al Territorio. Domani Giornata di Studi a ceglie Messapica

volantino-castello
Domani, 28 aprile 2009, dalle ore 8.30 presso il teatro comunale di ceglie Messapica, si svolgerà la seconda giornata di studi sul Castello Ducale.
Parteciperanno i prof. Cosimo Damiano Fonseca, Raffaele Licinio, Francesco Porsia, Pasquale Cordasco, Isidoro Conte e il dott. Victor Rivera Magos, come da programma postato.
Siete tutti invitati.
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domenica, 26 aprile 2009

Pasquale Rossi per i Mercoledi con la storia

Mercoledì 29 aprile alle 17.30 presso l’Aula 18 al II piano del Dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo II piano ingresso Via Nicolai), ci sarà il diciannovesimo incontro dei “Mercoledì con la Storia”, a cura del Centro di Studi Normanno-Svevi diretto da Raffaele Licinio, con il prof. Pasquale Rossi sul tema: “Le regioni storiche nel Mezzogiorno medievale”.
   
Si può parlare di identità pugliese e di pugliesità? Come nasce la Puglia? La regione storica pugliese è la stessa di quella geografica? E quali sono le Puglie storiche del Medioevo che ci sono giunte?
Questi, alcuni quesiti del diaciannovesimo incontro dei “Mercoledì con la Storia” con Pasquale Rossi, docente di Geografia e di Architettura del paesaggio dell’Università degli Studi di Bari.
La nozione teorica di “regione storica” fa considerare il territorio come la sede di una popolazione insediata e quindi come una realtà complessa ed eterogenea che registra e condiziona gli effetti di frazionamenti politici o di altra natura: frazionamenti a volte cancellati dalla storia, a volte giunti dal Medioevo sino ai nostri giorni. Non di rado riesce difficile individuare con esattezza i limiti fisici di una regione storica, sebbene si sia spesso stratificata nella coscienza popolare l'identità di un territorio percepito come proprio e, in quanto tale, tramandatosi sino ai nostri giorni come regione storica attraverso un determinato toponimo. Ne deriva che diverse denominazioni odierne regionali e subregionali, definite su connotazioni fisico-geografiche, non sempre coincidono esattamente con delimitazioni individuabili su basi storiche, come quelle, nel nostro caso, riferibili al Mezzogiorno medievale.

Pasquale Rossi, già professore di Latino e Greco nei Licei, è docente ordinario di Geografia e di Architettura del paesaggio dell’Università di Bari nel Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui si segnalano: Uomo e territorio nell'Occidente industrializzato (Bari 1984); Geografia generale ed astronomica nelle Naturales Quaestiones di Seneca (Bari 1992); Puglia e Basilicata (Bari 1993); Metodologia della ricerca geografia (Bari 2003). Diversi saggi e articoli di geografia storica sono stati di recente raccolti nel volume Studi e ricerche di geografia storica (Bari 2000). Insieme con Raffaele Giura Longo ha curato la riedizione del Saggio politico sul Regno della Nuova Spagna di Alexander von Humboldt (Bari 1992) la pubblicazione del volume Con Malaspina nei Mari del Sud (Bari 1999) e di un'antologia di scritti malaspiniani (La Expedicion Malaspina 1789-1794, Voll. I - II, Bari 2002-2004).

Appuntamento, dunque, da non perdere così come il successivo dibattito. Pasquale Rossi sarà disponibile a rispondere a domande o a semplici curiosità. Non mancate.

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lunedì, 20 aprile 2009

Angelo Ambrosi per i Mercoledi con la storia

Mercoledì 22 aprile alle 17.30 presso l’Aula 18 al II piano del Dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo II piano ingresso Via Nicolai), ci sarà il diciottesimo incontro dei “Mercoledì con la Storia”, a cura del Centro di Studi Normanno-Svevi diretto da Raffaele Licinio, con l’architetto Angelo Ambrosi sul tema: “Rilievi di architetture medievali pugliesi”.
   
Il tema del prossimo “Mercoledì con la Storia” è “Rilievi di architetture medievali pugliesi”, a cura del prof. Angelo Ambrosi. Un tema fortemente dibattuto e che vede spesso specialisti e pubblica opinione confrontarsi su piani molte volte differenti. Come recuperare, in chiave architettonica, il “Medioevo pugliese”? Quali sono stati gli interventi su chiese, castelli o palazzi che hanno meglio tutelato il bene storico e quali invece lo hanno reinventato?
L’architetto Ambrosi accompagnerà il pubblico presente all’incontro in un excursus su alcune campagne di rilievo e di rappresentazione dei secoli XIX e XX. Saranno visionati alcuni disegni tecnici sviluppati per affrontare i complessi interventi di restauro o per produrre illustrazioni destinate a monografie (sia su singoli edifici sia su interi cicli architettonici).
I rilievi e le raffigurazioni, ad opera di tecnici e artisti di particolare valore, da un lato evidenziano la partecipazione della Puglia nei confronti delle nuove forme di attenzione verso il Medioevo e, dall’altro mostrano come l’uso dell’immagine grafica e fotografica abbia prodotto un’idea di “romanico pugliese” che non è rimasta senza conseguenze nelle scelte di restauro.
Le ricerche sulla tradizione iconografica sono, infine, poste a confronto con gli esiti parziali di indagini, tuttora in corso, svolte con l’ausilio di moderne tecnologie strumentali e applicate in particolar modo allo studio delle superfici geometriche delle cupole e alla costruzione di modelli digitali.   
Angelo Ambrosi è tra gli architetti che si sono più volte impegnati nel restauro di importanti edifici medievali (basilica del Santo Sepolcro e Cattedrale di Barletta) ed è stato professore ordinario di “Rilievo dell’Architettura” presso il Politecnico di Bari fino al 2008. Ha all’attivo numerose pubblicazioni; si ricorda Storia e destino dei trulli di Alberobello. Prontuario per il restauro e Visualità dello spazio architettonico medioevale.
Appuntamento, dunque, da non perdere così come il successivo dibattito. Angelo Ambrosi sarà disponibile a rispondere a domande o a semplici curiosità. Non mancate.
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martedì, 14 aprile 2009

Giovannangelo Degennaro per i Mercoledi con la storia

Mercoledì 15 aprile alle 17.30 presso l’Aula 18 al II piano del Dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo II piano ingresso Via Nicolai), ci sarà il diciasettesimo incontro dei “Mercoledì con la Storia”, a cura del Centro di Studi Normanno-Svevi diretto da Raffaele Licinio, con il musicista Giovannangelo De Gennaro sul tema: “Musica e canti dei pellegrinaggi”.
   
L’incontro di mercoledì 15 aprile ha per tema la musica e i canti tra il XIII e il XIV secolo usati durante il pellegrinaggio verso il monastero di Montserrat in Catalogna. Uno dei codici musicali più studiati è il Llibre vermell de Montserrat (Spagna) contenente canti e musiche liturgiche, di devozione e danze dei pellegrini.
Il codice medievale raccoglie le indicazioni su come potevano essere intonati e danzati i dieci canti della devozione in esso conservati e i comportamenti che il pellegrino doveva assumere durante l’andata, la sosta e il ritorno dal monastero. Per preparare i pellegrini all’interno della chiesa al giusto comportamento devozionale vi erano dei pueri cantores che intonavano appositi canti, come O Virgo Splendens, Mariam Matrem, Imperayritz de la ciutat joyosa, tre polifonie di diverso stile. Il testo raccoglie le testimonianze del fervore popolare, infatti, se i niños cantores potevano danzare in circolo intorno all’altare di Montserrat in un determinato periodo dell’anno, ai fedeli era permesso di danzare sul sagrato della chiesa e a volte anche all’interno, utilizzando canti come Cuncti Simus Concanentes, Los Sept Goytxs, Polorum Regina e Stella Splendens.
Il codice presenta anche l’unica “danza macabra”: Ad Mortem Festinamus. Un inno alla morte, probabilmente ispirato dalla pestilenza del 1347-48 che sconvolse l’intera Europa. Sebbene numerose siano le raffigurazioni pittoriche e le narrazioni di queste danze macabre, questo è l’unico canto a noi giunto completo di notazione musicale, il cui testo ci descrive come tutti gli uomini e tutte le “arti medievali” riconobbero la sovrana potenza della Morte.
Quello di mercoledì è un viaggio tra cantori e fedeli, nella polifonia colta francese e catalano-aragonese e l’esperienze musicali popolari.
Con l’ausilio degli specialisti che hanno studiato il codice medievale, Giovannangelo De Gennaro, cantore ed esperto polistrumentista, restituirà l’antico suono di queste pagine e darà vita ai canti in latino, occitanico e catalano conservati nel testo.   

Giovannangelo De Gennaro è un cantore (tenore) e polistrumentista (viella, kamanché, flauti, cornamusa, tammorra), formatosi presso il Conservatorio Nicolò Piccinni di Bari, dove si diploma in flauto, e presso la scuola di musica popolare A. Dvorak di Molfetta, dove si perfeziona in canto corale.
La sua passione per la musica antica, in particolare quella medievale, lo ha spinto a fondare l'Ensemble Calixtinus nel 1991 e da allora ha partecipato a numerosi festivals di musica antica e ha inciso oltre una cinquantina di dischi.
Frequenta, come cantore, stage e seminari residenziali presso la Fondation Royaumount e il CIRMA di Moissac diretti dal maestro Marcel Perés, studiando monodia e polifonia sacra dal XI al XIVsecolo, diventando cantore solista dell'Ensemble Organum diretto dallo stesso maestro francese.
Collabora in diverse formazioni musicali: Micrologus, Mudejar, Compagnia Hora Decima, Avinar e Terra d'Otranto con i quali partecipa a numerosi festivals e registrazioni radiofoniche. Incide per le case discografiche: Naive, Zig-Zag Territoires, Alpha, Enja, Opus 111, San Paolo, Tactus, III Millennio e Digressione Contemplativa.

Appuntamento, dunque, da non perdere così come il successivo dibattito. Giovannangelo De Gennaro sarà disponibile a rispondere a domande o a semplici curiosità. Non mancate.
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martedì, 07 aprile 2009

Paolo Fioretti per i Mercoledi con la storia

Mercoledì 8 aprile alle 17.30 presso l’Aula 18 al II piano del Dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo II piano ingresso Via Nicolai), ci sarà il sedicesimo incontro de “I mercoledì con la Storia”, a cura del Centro di Studi Normanno-Svevi diretto da Raffaele Licinio, con il dott. Paolo Fioretti sul tema: “La scuola nel Mezzogiorno longobardo: libri, maestri, scolari”.

L’incontro di mercoledì 8 aprile analizza lo sviluppo dell’istituzione scolastica nel Medioveo italiano; quindi, storia di insegnati e di allievi, ma anche di libri, scritture e idee. Ad animare l’incontro, un giovanissimo ricercatore in Paleografia latina e greca dell’Università degli Studi di Bari, il dott. Paolo Fioretti.
Non è semplice comprendere sino in fondo cosa sia stata la scuola in età medievale, quanti tipi di scuola siano esistiti, quale sia stata la loro funzione e rispettivo funzionamento. Certamente l’istituzione scolastica non è stata l’unica agenzia dedita alla trasmissione del sapere nei mille anni che noi chiamiamo “Medioevo”, ma di certo è stata tra le preminenti nella formazione delle culture orali e scritte, anche perché non esiste cultura che non preveda alla base un insegnamento, in qualunque forma esso si esplichi.
Quali erano i libri sui quali si studiava? Avevano essi una connotazione peculiare, tanto da consentire l’espressione ‘libri di scuola’ per differenziarli dagli altri tipi di libri? Chi li adoperava? I maestri? Gli scolari? Come venivano impostati?
In questo incontro ci concentreremo su un caso specifico e piuttosto significativo: un manoscritto conservato alla Biblioteca Casanatense di Roma, il Casanatense 1087, prodotto a Benevento intorno alla metà del IX secolo e lì adoperato nell’ambito della scuola cattedrale cittadina. Attraverso l’indagine di questo codice, condotta con gli strumenti specifici del paleografo, Fioretti andrà a ricomporre il micromondo della scuola nei secoli centrali del medioevo italiano.
   
Paolo Fioretti è nato a Bari nel 1974, si è laureato nel 1998 in Paleografia latina presso l'Università degli Studi di Bari,relatore il prof. Francesco Magistrale. Nel 2003 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in «Fonti scritte dell'antichità e del medioevo» con una tesi dal titolo Scritture distintive e 'litterae notabiliores' nei manoscritti bobbiesi di età longobarda. Dal I febbraio 2006 è ricercatore universitario  presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Ateneo barese, in Paleografia latina e greca.
Le sue principali pubblicazioni sono: L'iscrizione musiva paleocristiana della cattedrale di Bari; Scritture distintive nei manoscritti altomedievali; Composizione, edizione e diffusione delle opere di Gregorio Magno; I manoscritti prodotti a Bobbio; La scrittura in età romana; I libri di scuola nel Mezzogiorno medievale.
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venerdì, 03 aprile 2009

Uno strano caso all'Opera

Oggi, venerdì 3 aprile 2009, alle ore 19.30 presso il Cinema Opera di Barletta (via Imbriani, 27) ci sarà la presentazione del libro di Marco Brando “Lo strano caso di Federico II di Svevia. Un mito medievale nella cultura di massa” con interventi dell'Autore, del prof. Raffaele Licinio (direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi) e di Michele Palumbo, giornalista de "La Gazzetta del Mezzogiorno".
Un appuntamento da non perdere!

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mercoledì, 01 aprile 2009

Non si tratta di emozione

Sono stato amato sul serio solo una volta. Di simpatie ne ho sempre ricevute, e da tutti. Nemmeno la persona più estranea è mai stata grossolana o brusca o semplicemente fredda con me. Ho avuto alcune simpatie che, con un po’ d’aiuto da parte mia, avrei potuto convertire forse in amore o almeno in affetto. Non ho mai avuto la pazienza o l’attenzione spirituale per adoperarmi in uno sforzo simile.
Quando mi sono accorto di questa mia indole (a tal punto non conosciamo noi stessi) ho pensato a un aspetto della mia timidezza. Ma poi mi sono accorto che non era timidezza; era un tedio delle emozioni, diverso dal tedio della vita; un’insofferenza di vincolarmi a un sentimento costante, quale che esso fosse, e soprattutto quando è abbinato a uno sforzo costante. A che scopo? Pensava di me ciò che non pensa. Ho la sottigliezza sufficiente, il tatto psicologico sufficiente per sapere il come; il come del come mi è sempre sfuggito. La mia scarsa forza di volontà è sempre stata, al principio, una debolezza della volontà di aver volontà. Nelle emozioni, nell’intelligenza e nella stessa volontà, e in tutto quanto è vita.
Ma quella volta in cui la malizia dell’opportunità mi ha fatto credere di amare e mi ha fatto constatare di essere amato davvero, prima sono rimasto stordito e confuso, come se avessi vinto una lotteria in moneta non convertibile; poi poiché nessuno è umano senza umanità, ho provato una leggera vanità. Però quest’emozione, che sembrerebbe la più naturale, è passata rapidamente ed è sopraggiunto un sentimento difficile da definire, ma nel quale risaltavano scomodamente le sensazioni di tedio, di umiliazione e di stanchezza.
Di tedio, come se il Destino mi avesse imposto un impegno per i dopocena sconosciuti. Di tedio, come se un nuovo dovere (quello di una insopportabile reciprocità) mi fosse stato assegnato con l’ironia di un privilegio, per il quale, oltretutto dovevo subire la noia ringraziando il Destino, come se non bastasse la fiacca monotonia della vita e fosse necessario sovrapporle la monotonia coatta di un sentimento senza scampo.
E di umiliazione. Sì, di umiliazione. Mi ci è voluto del tempo per capire da cosa dipendeva un sentimento così poco giustificato dalla causa che l’ha prodotto. L’amore di essere amato avrebbe dovuto nascere in me. Avrei dovuto sentire vanità perchè qualcuno rivolgeva la sua attenzione alla mia esistenza in quanto creatura degna di amore. Ma a prescindere dal fugace momento di vanità (sentimento nel quale forse prevaleva lo stupore), l’umiliazione è stata la sensazione sgorgata dal profondo di me stesso. Ho sentito che mi veniva attribuito una specie di premio destinato a un altro – un ricco premio per una persona che ne fosse degna.
Ma stanchezza, soprattutto stanchezza – quella fatica che va al di là del tedio. Ho capito allora una frase di Chateaubriand dalla quel ero stato ingannato per una mancanza di conoscenza di me stesso. Dice Chateaubriand, calandosi nel personaggio di René: “Lo stancava che l’amassero” (on le fatigait en l’aimant). Mi sono accorto con meraviglia che si trattava di un’esperienza simile alla mia, la cui verità non avevo il diritto di negare.
La fatica di essere amato, di essere amato davvero! La fatica di essere l’oggetto del fardello delle emozioni altrui! Cambiare chi vorrebbe essere libero, sempre libero, in un facchino della responsabilità di corrispondere, della decenza di non scappare affinché gli altri non pensino di te che sei un re delle emozioni e che rifiuti il massimo che un altro animo umano ti può dare. La fatica di vedere la propria esistenza trasformata in una cosa assolutamente dipendente dal rapporto con un sentimento altrui! E la fatica comunque di dover provare un sentimento per forza, di dovere per forza, anche senza reciprocità, amare un po’ anche noi!
Se n’è andato da me, nello stesso modo in cui era arrivato, quell’episodio oscuro. Oggi di esso non resta nulla, né nella mia intelligenza né nella mia emozione. Non mi ha portato nessuna esperienza che da solo non potessi dedurre dalle leggi della vita umana, la cui istintiva conoscenza ospito in me perchè sono uomo. Non mi ha dato un piacere da ricordare con tristezza né un dispiacere da ricordare con un’altra tristezza. Ho l’impressione che sia stata una cosa letta da qualche parte, un incidente capitato a qualcun altro, un racconto di cui ho letto solo la metà, perché una metà mancava, senza che tale mancanza mi importasse, perchè fino a dove l’ho letto era giusto e, anche se non aveva senso, era già tale che la parte mancante non avrebbe potuto dargli senso, qualunque fosse stata la sua trama.
Mi resta solo la gratitudine per chi mi ha amato. Ma è una gratitudine astratta, meravigliata, che appartiene più all’intelligenza che all’emozione. Mi dispiace che qualcuno abbia provato dolore a causa mia; di ciò mi dispiace, e di nient’altro.
É poco naturale che la vita mi dia un altro incontro con le sue emozioni naturali. Vorrei quasi che questo succedesse per vedere cosa proverei questa volta, dopo aver attraversato la lunga analisi della prima esperienza. Potrei avere un’emozione maggiore, ma potrei anche avere un’emozione minore. Se il Destino lo vuole, che così sia. Ho curiosità per le emozioni. Per i fatti, qualsiasi essi siano, non ho nessuna curiosità.

F. Pessoa, Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares.

Dedicato a due amici
 
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